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Maurizio Romani nato a Roteglia (Reggio Emilia) nel 1955, da diversi anni vive e lavora in Abruzzo. Sin dagli esordi, la sua ricerca artistica evolve essenzialmente in tre direzioni: la natura morta, i paesaggi, l'arte sacra, nelle tecniche della pittura ad olio e della tempera, del disegno a grafite, dell'incisione ad acquaforte, in cui dimostra elevata perizia. Nel suo stile espressivo il modello di natura morta lo risolve con soluzioni originali sia nelle tecniche dell'olio che del pastello e dell'acquerello, firmandolo con stile proprio, armonioso e calibrato.

Nel 1986 Alfredo Gianolio e Angela Nascimbene-Cucchi curano la sua prima personale presso la Galleria Il Voltone di Reggio Emilia. Negli anni Novanta per Romani la frequentazione del mondo artistico si alterna al ritiro produttivo a Roteglia (Reggio Emilia). Dagli anni degli esordi, l'artista ha la possibilità di evolversi in diverse direzioni, attraverso diversi generi pittorici e valendosi di varie tecniche. Viene molto apprezzato per le sue nature morte, caratterizzate da una superba perfezione tecnica e da un intenso lirismo, alle quali sono state dedicate numerose mostre, dove la qualità senza tempo dei suoi dipinti implica spesso una nostalgica fuga nel passato e il suo stile preciso e definito è pervaso di misticismo. Nella sua ricerca estetica, Maurizio Romani mostra di non precludersi l'anelito spirituale, ma, anzi, di infondere alla sua ricerca un'apertura trascendentale, di sognare un vissuto nella semplicità del cuore.

La pittura sacra ha rappresentato uno degli indirizzi percorsi dall'artista, sia con la pittura ad olio, che con uno studio comprendente una trentina di disegni di rara bellezza a grafite su carta dedicati al Cantico dei Cantici, presentati con una mostra itinerante, presentata da Carlo Fabrizio Carli, approdata anche a Urbino alla Bottega Giovanni Santi, casa natale di Raffaello.

Lo studio dell'arte figurativa dal dopoguerra fino ad oggi in ambito europeo e non solo, incentivano il maestro a flettere il suo linguaggio nel genere del paesaggio, dove già da tempo si è cimentato con l'incisione, una delle tecniche, assieme al disegno, più amate dall'artista, che ora vi si dedica anche con la pittura ad olio, quasi traducendovi le stesse sfumature che il disegno offre.

Tra le numerose esposizioni si ricordano: la personale Istanze trascendenti, al Museo dello Splendore a Giulianova (Teramo), con dipinti di grande formato (2010); la collettiva Il Sacro e l'Arte oggi al Museo Staurós d'Arte Sacra Contemporanea, del Santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (Teramo); la partecipazione su invito alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia Regione Emilia Romagna, Chiostri di S. Pietro, Reggio Emilia (2011); Biblia Pauperum al Museo Diocesano di Jesi (Ancona) (2011); la partecipazione su invito al XXXVIII Premio Sulmona, Sulmona (L'Aquila) con conferimento della Medaglia del Presidente della Camera (2011); la personale Il mistero di Dio nel Palazzo Valentini a L'Aquila (2012), la collettiva Casoli Pinta nel Palazzo Ducale di Atri (Teramo) (2012), la personale alle Cisterne Romane del Palazzo Ducale di Atri (Teramo) (2013); la collettiva Un mosaico per Tornareccio a Tornareccio (Chieti) VIII Edizione (2013) e XI Edizione (2016), la collettiva Infinita Divina Misericordia nel Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile (Napoli) (2016), la collettiva Maria e la sua gente nel Santuario Madonna della Stella di Montefalco (Perugia), la collettiva Beato Pio Campidelli - È nato in primavera nel Santuario Beato Pio Campidelli di Casale San Vito di Santarcangelo di Romagna (Rimini), successivamente riesposta nella Sala dell'Affresco del Comune di Poggio Torriana (Rimini) e alla Biblioteca Comunale Antonio Baldini di Santarcangelo di Romagna (Rimini) (2018), la collettiva Il Genio e la creatività nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci nel Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile (Napoli) (2019), la personale Omaggio a Maurizio Romani al Museo Michetti di Francavilla al Mare (Chieti)(2019); la personale Paesaggi dell'anima alla Rocca del Castello di Acquaviva Picena (Ascoli Piceno) (2019), la personale Il bello che ci appartiene pittura di paesaggio nell'arte di Maurizio Romani al Museo Costantino Barbella di Chieti (2019), la collettiva Raffaello, nel segno della bellezza, nel cinquecentesimo della sua morte nel Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile (Napoli) (2020), e la personale Tra realtà e fantasia alla Galleria Pagea di Angri (Salerno) (2020). Attualmente le sue opere sono in permanenza in diversi importanti musei ed istituzioni: Fondazione Umberto Mastroianni, Arpino (Frosinone); Pinacoteca Abbazia di Casamari (Frosinone); Museo d'Arte dello Splendore, Giulianova (Teramo); Pinacoteca Diocesana, Loreto (Ancona); Pinacoteca Diocesana, Jesi (Ancona); Biblioteca Comunale, Bagnolo in Piano (Reggio Emilia); Municipio Canossa (Reggio Emilia); Biblioteca Comunale, Castellarano (Reggio Emilia); Sala Consiliare, Castellarano (Reggio Emilia); Museo della Montagna, San Benedetto Val Di Sangro (L'Aquila); Museo Francescano, Falconara (Ancona); Museo Rodari, Pieve Torina (Macerata). Di Maurizio Romani hanno scritto: Alberto Agazzani, Giuseppe Bacci, Liana Bortolon, Carlo Fabrizio Carli, Padre Serafino Colangeli, Silvia Cuppini, Floriano De Santi, Roberto Farroni, Fiammetta Ferzi, Alfredo Gianolio, Armando Ginesi, Ennio Innocenti, Maria Lenti, Gilberto Marconi, Aurora Marzi, Beatrice Menozzi, Alessandro Moscè, Massimo Mussini, Angela Nascimbeni Cucchi, Filippo Pesaresi, Maria Cristina Ricciardi, Rosalba Rossi, Enzo Silvi, Chiara Strozzieri, Massimo Struffi, Michele Urrasio, Pietro Zampetti.